Un amico straordinario con Tom Hanks: recensione

Recensione di Un amico straordinario con Tom Hanks.

un amico straordinarioUn film di una semplicità disarmante. E proprio per questo Un amico straordinario è un’opera straordinaria. Tutto è così umile, pacato, ordinato, tanto che tutta questa “gentilezza filmica” ci stordisce se rapportata ai continui toni urlati, smodati, a tratti disumani a cui ci ha abituato la televisione. Quella stessa tv attraverso la quale dialoga Fred Rogers, conduttore di un noto e amatissimo programma per bambini. Quella scatola quadrata è il suo megafono, nel quale parla a voce bassa, mai un grido, mai una parolaccia, mai un cattivo sentimento. Una tv d’altri tempi, e forse quasi mai esistita, o di cui abbiamo scarsa memoria. Una tv che fa bene al cuore, proprio come questo piccolo grande film.

Tutto è semplice in Un amico straordinario, dal plot alla regia alla prova degli attori. Non un capello fuori posto, non un eccesso nel montaggio, non una sequenza tirata per i capelli. La semplicità si veste così quasi di atto rivoluzionario, trasgressivo. Il plot è quanto di più banale si possa immaginare: l’incontro e la nascita di un’amicizia tra un uomo buono e un uomo indurito dalla vita, dal lavoro, dagli affetti mal gestiti. Marielle Heller, dopo la prova incerta di Copia originale, tira fuori un film estremamente personale, una vera e propria sfida ai canoni di molto cinema contemporaneo. A dargli man forte ci pensano i due attori protagonisti, Tom Hanks e Matthew Rhys. Sul primo c’è ben poco da dire, ben poco da aggiungere rispetto ai fiumi di parole e complimenti che merita ogni sua performance. Sempre più calibrato, sempre più preciso, tira fuori dal cilindro una prova che ricorda molto quella di Saving Mr. Banks, rammentandoci quanto la sua versatilità si adatti perfettamente ai toni della commedia delicata. Il secondo è alla sua vera prima prova da protagonista e regge alla grande il “confronto” col mostro sacro che gli sta accanto. Dietro quella faccia presa a pugni dalla vita, un po’ slavata e smunta, c’è un mondo di sfumature che passano tutte nel personaggio di Lloyd Vogel.

Insomma, Un amico straordinario è qualcosa di inusuale, da un certo punto di vista di più unico che raro, nel panorama di un cinema che sa ancora mettere al centro le storie e le persone.

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