The Shift di Laura Carreira: recensione cortometraggio Venezia 77

Recensione di The Shift di Laura Carreira.

the shift corto venezia 77Scritta da Vanessa Forte.

Anna è una lavoratrice interinale che porta con sé il cane a fare la spesa. Nel supermercato, pur di risparmiare, cerca solo prodotti di prima necessità tra quelli in scadenza, ma non manca di prendere il cibo per il suo amico a quattro zampe. Giunta alla cassa riceve però una telefonata che le annuncia di aver perso il lavoro e che la porterà ad una dolorosissima decisione.

In concorso nella sezione Orizzonti Cortometraggi di Venezia77, The Shift della giovane regista portoghese Laura Carreira è un piccolo gioiello di soli 9 minuti, un duro corto di denuncia che narra le condizioni lavorative precarie di un’intera generazione e quanto, di questi tempi, il confine tra sicurezza economica e povertà sia molto labile. La regista, infatti, coglie perfettamente la situazione narrando come, nello spazio di una telefonata, il mondo di una persona possa collassare nell’indifferenza generale. Due i momenti più significativi: il primo è la netta differenza nell’atteggiamento della protagonista, la quale risulta tranquilla mentre cammina tra gli alberi con il suo cane mentre, al contrario, è quasi sulla difensiva rispetto agli altri avventori mentre sceglie con attenzione ogni singolo prodotto da acquistare; il secondo è il brusio prodotto da tutti gli altri clienti senza volto presenti nel supermercato, che quasi impedisce di decifrare le parole dette durante la telefonata: è come un frastuono d’indifferenza, o forse di disperato sollievo, che ne copre un altro, quello di una vita che va in pezzi.

Una durezza, quella di The Shift, che viene espressa con mano controllata e gentile. E che deve molto anche all’interpretazione della brava Anna Russell-Martin: il suo volto e il suo corpo dicono tutto senza bisogno di parole.

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