The Shift di Alessandro Tonda: recensione film con Adamo Dionisi

Recensione di The Shift di Alessandro Tonda.

the shift filmThe Shift di Alessandro Tonda è senza dubbio uno dei migliori e (più trascurati) esordi del cinema italiano degli ultimi anni. Teso, efficace, ben scritto e ben diretto, è un debutto che fa ben sperare sia per un cinema italiano meno di cassetta sia per un talento, quello di Tonda, che potrebbe facilmente trovare casa e successo all’estero, se non ben curato in patria.

The Shift, quasi interamente girato all’interno di un’ambulanza, è un thriller coraggioso che sa coniugare temi importanti e scivolosi come quello del terrorismo con i ritmi di un cinema di grande intrattenimento e suspense. Dopo tanti anni di gavetta sui set di un cinema italiano non mainstream, quello di Paolo Franchi e del duo Grassadonia-Piazza, ma anche della più riuscita serialità made in Italy, quella di Romanzo Criminale, Gomorra e Suburra, Alessandro Tonda esordisce in un film tutto suo con determinazione e personalità, realizzando un’opera che ha ben poco di italiano, mentre ricorda più certo tesissimo cinema spagnolo e certo torbido cinema francese. Non a caso, The Shift ha un titolo internazionale, sintomo di una palese voglia di andare oltre i confini nazionali e mostrarsi sulla ribalta del cinema europeo.

The Shift non perde tempo in inutili presentazioni dei personaggi, ma ci spinge subito in medias res: dopo pochissimi minuti si è già consumato un attentato terroristico in una scuola, con tanto di tanto sangue, morti, feriti, colpi di pistola e un’esplosione ben realizzata quanto a effetti visivi. Il proseguo è un crescendo di tensione e situazioni che non perdono un colpo, grazie ad una regia che sa essere varia anche nello spazio ristretto di un abitacolo e a prove attoriali intense e credibili. In particolare, arriva dritta al cuore la performance di Clotilde Hesme, attrice francese che ricordiamo come protagonista dei film di Alix Delaporte (in particolare Angèle e Tony del 2010).

The Shift è quindi un film che merita, che ci ricorda di cosa può essere capace il cinema italiano uscendo dagli schemi più canonici. Alessandro Tonda, classe 1982, è senza ombra di dubbio un regista da tenere d’occhio.

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