The Perfect Candidate di Haifaa Al-Mansour: recensione

Recensione di The Perfect Candidate di Haifaa Al-Mansour.

The Perfect Candidate Scritto da Pietro Braccio.

Dopo il delizioso esordio nel 2012 con La bicicletta verde e la meno fortunata incursione nel cinema occidentale con Mary Shelley, Haifaa Al-Mansour presenta in concorso alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia una pellicola che torna a parlare di temi a lei cari quali l’emancipazione e la condizione femminile in Arabia Saudita oggi.

La protagonista di The Perfect Candidate è una giovane donna medico che, dopo aver deciso di candidarsi alle elezioni comunali, dovrà lottare contro i pregiudizi altrui in quanto prima donna a correre per  un posto nel consiglio. Un tema potenzialmente molto interessante, quello dell’emancipazione della donna araba, sicuramente molto sentito dalla regista, in quanto lei stessa è stata la prima regista donna in Arabia Saudita. La pellicola, però, è meno potente del previsto: con un tema del genere, affrontato da una regista con questo background, ci si aspettava un atto di denuncia ben più marcato. Il film si lascia guardare ma risulta scialbo rapportato all’importanza del tema di fondo. Il confine tra l’affrontare tematiche di peso con semplicità e l’essere superficiali è molto sottile, così come il rischio di sembrare approssimativi è piuttosto alto. The Perfect Candidate, purtroppo, rimane in superficie.

Se da un lato è apprezzabile il tentativo di non utilizzare i soliti toni forti da inchiesta, dall’altro il film, sposando toni soffici da comedy, non riesce ad essere mai davvero coinvolgente né appassionante.

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