The Gentlemen: i gangster pop, tamarri e radical chic di Guy Ritchie

Recensione di The Gentlemen di Guy Ritchie, disponibile su Amazon Prime Video.

the gentlemen filmThat’s entertainment cantano i The Jam nei titoli di coda di The Gentlemen di Guy Ritchie, disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video. Una canzone che incarna perfettamente tutto il cinema del regista britannico: intrattenimento, puro intrattenimento. Denso di ironia, sarcasmo, gag tragi-comiche e una bella dose di sangue e pistole, The Gentlemen frulla in modo poco british elementi e gusti allo stesso tempo pop, tamarri e radical chic.

The Gentlemen segna il ritorno di Guy Ritchie al suo genere preferito, il gangster movie, quello che lo ha reso celebre sin dagli esordi con Lock & Stock e Snatch. Siamo di fronte ad una tipologia di intrattenimento sofisticato, dove un inaspettato Hugh Grant ci prende per mano nelle vesti di narratore e, come lungo la sceneggiatura di un film, ci porta a scoprire i risvolti di una vicenda che sa come farci divertire.

Protagonisti sono gangster impomatati con scarpe leopardate, occhiali da migliaia di euro, giacche in pelle lucidissime. Pronti però a sporcarsi mani, abiti e volto di sangue se, nella giungla del mercato della droga, c’è da difendere un impero che rischia di essere sfilato sotto al naso del capo di turno. Una giungla fatta di leoni veri e presunti, ma anche tigri, lepri, gazzelle. Ognuno ha il suo ruolo: preda o predatore. Ma il passaggio da uno status all’altro è labile e bisogna tenere gli occhi aperti, anzi spalancati. Trasformisti, doppiogiochisti, traditori, o molto più semplicemente bugiardi, i gentiluomini del titolo sono dei criminali senza scrupoli.

The Gentlemen è anche un’appariscente parata di star, capitanata dal sempre più bravo e preciso Matthew McConaughey (uno degli attori che meglio ha saputo, negli ultimi anni, definire la propria immagine di acuto caratterista protagonista), affiancato da un simpatico ma un po’ monocorde Charlie Hunnam e da quella sfinge sorniona di Jeremy Strong. Diverte la performance di Colin Farrell che ritrova la verve comica di London Boulevard, ma su tutti spicca Hugh Grant, autentica sorpresa del film, nella parte in assoluto più riuscita e caratterizzata della sua carriera, a dimostrazione che (anche a 60 anni) non è mai troppo tardi per scrollarsi di dosso quell’aura da eterno e immaturo latin lover che si porta dietro dai tempi di Notting Hill.

 

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