The Beach Bum di Harmony Korine: la recensione

Recensione di The Beach Bum di Harmony Korine, con Matthew McConaughey.

The Beach Bum di Harmony KorineHarmony Korine è sinonimo di eccesso, (genio e) sregolatezza, provocazione. Il suo cinema è associato a tutto questo, tirandosi dietro consensi e dissensi, folle di fan ma anche critiche acute. Harmony Korine è un regista che ha fatto della libertà espressiva contemporaneamente il suo mezzo e il suo fine, ostentandola in colori, toni e umori. Dopo il suo assoluto capolavoro, Spring Breakers, che ha riscosso approvazioni a livello internazionale, con The Beach Bum mantiene alta l’asticella, anzi forse la alza ancora un po’, in favore di un cinema senza freni e senza regole, assolutamente egoistico e onanistico, ma anche democratico per quello spettatore più open mind e desideroso di qualcosa di assolutamente unico e iper-autoriale.

The Beach Bum è libertà allo stato puro. Il suo paladino è un poeta sgangherato, Moondog, interpretato da un Matthew McConaughey come non lo abbiamo mai visto prima. Moondog se ne frega di tutto, degli altri, delle convenzioni, del buon gusto, in nome della sua non-american freedom, semplicemente confinata. È diventato un affermato scrittore grazie alla sue poesie fuori dalla grazia di Dio ma dentro un’aura di magia, contemporanee fin nel midollo ed eterne oltre ogni restrizione temporale. The Beach Bum, che non a caso significa “barbone da spiaggia”, è Moondog e Moondog è Matthew McConaughey nel personaggio più eccessivo e sopra le righe della sua carriera dopo Ron Woodroof in Dallas Buyers Club.

Recensione di Spring Breakers

Colori acidi, sesso selvaggio e droga come se piovesse. The Beach Bum è un po’ una sorta di protesi di Spring Breakers, ulteriore schizzo di un’emorragia espressiva e creativa non del tutto estintasi col film del 2012. Incarnazione di questa libertà oltranzista e sfacciata è la scriteriata e stridula risata di Moondog, petulante e ricorrente in quasi tutte le sequenze del film, come se Harmony Korine, in questo suo divertissement che vuole innegabilmente anche prendere per i fondelli lo spettatore, volesse continuamente mettere alla prova la nostra resistenza nervosa e psicologica.

Insomma, The Beach Bum è un botto d’artificio di vita spericolata, che se ne frega di una trama esile e fragilissima, nonché dell’essere un’opera priva di ogni vera ragion d’essere e di non soddisfare le aspettative di uno spettatore spesso permaloso. Per Harmony Korine è un atto di forza, di testosterone cinematografico che se ne infischia della “riproduzione” filmica, estrema ratio di un modus di fare cinema assolutamente più unico che raro negli anni Duemila.

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