Samp di Flavia Mastella e Antonio Rezza: recensione film

Recensione del film Samp di Flavia Mastella e Antonio Rezza.

SampScritta da Vanessa Forte.

Due geni della teatralità italiana, Leone d’oro alla carriera per il teatro nel 2018, approdano a Venezia 77, all’interno degli eventi speciali delle Giornate degli Autori, per presentare Samp, il loro nuovo lungometraggio.

Samp (Antonio Rezza) è uno strano killer che, con un’improbabile giacca fucsia che stride tra gli sfolgoranti bianchi del paesaggio salentino, viene incaricato da un potente e misterioso boss di uccidere chiunque sia portatore di antiche tradizioni nel borgo di Gravina. Affetto da turbe psicologiche, prova a curarsi con la musica. Mentre gira la Puglia alla ricerca delle proprie origini, si innamora più volte ma di donne inesistenti. Solo così, però, tornerà umano.

Film dissacrante, volutamente distruttivo, che fa a pezzi i concetti di sceneggiatura, produzione e tempistica cinematografica, trovando, in quest’opera di ventennale sperimentazione, un linguaggio del tutto nuovo e originale, atto a scuotere il reazionarismo creativo e il mercantilismo del mondo odierno.

Con cinico umorismo, guidato da un’anarchica e romantica poesia, Samp non mette mai a proprio agio lo spettatore, costringendolo con violenta energia ad immergersi in esso per cercare una linea di pensiero. È evidente, infatti, la volontà di Flavia Mastrella e Antonio Rezza d’esprimere il proprio pensiero lasciando assolutamente libero il pubblico. Samp è un vero e proprio manifesto creativo sulla libertà artistica, una sorta di passaggio edipico che richiede la distruzione della tradizione per ottenere un’evoluzione. Un azzeramento, un’araba fenice che riparte dalle proprie ceneri. Un atto d’amore disilluso. Un dono, il più prezioso: quello della libertà.

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