Life – Non oltrepassare il limite: recensione

Recensione di Life – Non oltrepassare il limite di Daniel Espinosa.

life film fantascienzaIl cinema di fantascienza è pieno di mostri che uccidono umani, sia in laboratori sulla terra sia in orbita. Su tutti, la mente corre immediatamente e irrimediabilmente ad Alien. Life – Non oltrepassare il limite di Daniel Espinosa si colloca in questo solco fin troppo solido e navigato, e, attento a non oltrepassare il limite del rischio eccessivo, pur non brillando in termini di originalità, sa però cosa vuol dire intrattenere lo spettatore.

Sin dalla sequenza iniziale, la suspense è palpabile grazie ad una colonna sonora che, come poi conferma tutto il film, è una delle principali forze trainanti. Memore del lungo piano sequenza che apre Gravity di Cuaron (uscito nel 2013), il danese Espinosa non vuole essere da meno e si cimenta in un’altrettanto fluida e acrobatica sequenza senza tagli di montaggio. L’effetto, su chi guarda, è a presa rapida, ponendo delle ottime basi per il proseguo del film.

Recensione Gravity

Il risultato finale è un buon prodotto che sa coinvolgere e tenere alte sia l’attenzione che la tensione. Certo, la vicenda si sviluppa in modo estremamente semplice e lineare (il mostro si fa sempre più grande e cattivo e uccide uno dopo l’altro gli astronauti), ma questo non va ad intaccare la bontà di questo riuscito mix tra sci-fi e thriller.

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