Piercing di Nicolas Pesce: joke al massacro con Mia Wasikowska

Recensione di Piercing di Nicolas Pesce, con Christopher Abbott e Mia Wasikowska.

piercing film di nicolas pesceDoveva filare tutto liscio, un lavoretto facile facile, praticamente un gioco da ragazzi. Una tranquilla stanza d’albergo, una prostituta da uccidere, un punteruolo come arma del delitto. Invece per Reed, giovane padre di famiglia non privo di perversioni, quel delitto si trasformerà in un joke al massacro in cui tutto è più complicato del previsto.

Classe 1990, Nicolas Pesce è uno dei registi newyorkesi più promettenti della sua generazione. Due anni dopo l’intrigante The eyes of my mother (2016), confeziona il torbido e seducente Piercing, ibrido tra il thriller e l’horror che trasuda cinefilia e grande amore per il cinema di genere, citando senza ritegno (ma tanta passione!) Hitchcock e Dario Argento.

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Tratto da un romanzo di Ryu Murakami, Piercing è un film disturbato e disturbante proprio come lo sono i suoi protagonisti. Allo stesso tempo, però, è anche estremamente affascinante, come una donna che chiede d’essere guardata, tra disagio e malizia, con lo sguardo del pervertito che si nasconde in ciascuno di noi. La strana coppia Christopher Abbott e Mia Wasikowska funziona, cattura la nostra attenzione, con una recitazione precisa, mai sopra le righe ma sempre sul punto di apparirci e farci sentire borderline.

Sangue, ferite, avvelenamenti, morsi. Piercing sfodera un po’ tutto il repertorio della violenza, in una guerra dei sessi che genera più risate che disgusto. Nicolas Pesce c’invita ad essere “maniaci” anche noi, come lo è lui rispetto a quel cinema anni Settanta che omaggia a pieni mani e come lo sono i due protagonisti in relazione alle storture auto-lesioniste del loro lato più oscuro.

Degne di un horror, in bilico tra il macabro e il fantasy, le allucinazioni che colpiscono Reed. Splendida Mia Wasikowska che, dietro a quel sorrisetto da bad good girl, dimostra d’essere, a soli 29 anni, padrona di ogni smorfia, gesto, battuta.

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