Paolo Sorrentino: «La verità è noiosa. Il falso è bello. E non sono pessimista»

paolo sorrentinoSabato 20 luglio 2019, presso il Teatro Romano di Fiesole, si è svolta la cerimonia che ha conferito a Paolo Sorrentino il Premio Fiesole ai Maestri del Cinema, prestigioso riconoscimento attribuito dal Comune di Fiesole, il Gruppo Toscano del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e Fondazione Sistema Toscana.

Nel pomeriggio, prima di ricevere il premio, il regista de La grande bellezza ha incontrato il pubblico in un lungo scambio di battute, risate, botta e risposta pregno di simpatia, cinefilia e curiosità.

Recensione di La grande bellezza

Una chiacchierata, più una sorte di incontro senza cattedre nè podi, come in compagnia di una folta platea di amici. Non quindi un incontro ad una sola direzione, non cattedratico, anzi estremamente in linea con l’aria fresca ed estiva che si respirava nell’anfiteatro appena sopra Firenze. Tante le cose dette da Paolo Sorrentino, al cui fianco c’era anche Elena Sofia Ricci, che per il personaggio di Veronica Lario nel film Loro si è aggiudicata il David di Donatello come migliore attrice protagonista.

Recensione di Loro

Qui di seguito alcune frasi pronunciate dal regista premio Oscar, incalzato dal pubblico sui temi più vari, e due video (nel primo Sorrentino si sofferma sui rapporti tra cinema, televisione e serie tv; nel secondo Elena Sofia Ricci racconta l’emozione provata nel recitare per il noto regista napoletano).

Incalzato sul passaggio di Maurizio Sarri dal Napoli alla Juventus e su una sua recente dichiarazione su sogni e ricette: «Il calcio è più bello da fare e da vedere. Parlarne è noioso. Così come è noioso parlare di ricette e di sogni».

Sui rapporti tra vero e falso: «La verità è noiosa. Quindi un film per non essere noioso non può essere vero. I film sono belli quando si occupano del falso. La verità dentro un film si raggiunge perseguendo la coerenza. La verità nel cinema è una questione di percezione».

Sui sentimenti umani: «Nei momenti di crisi siamo vulnerabili e tiriamo fuori il peggio, che però è la parte più viva di noi».

Sul suo presunto pessimismo: «Non sono pessimista, o almeno parto con l’intento di non esserlo. Anzi vorrei far ridere, inseguo la risata estatica».

Film in Dvd e libri di Paolo Sorrentino

Sul suo rapporto coi film di Fellini: «La grande bellezza non ha affinità ma debiti con La dolce vita di Fellini».

Il film a cui è più affezionato? «Le conseguenze dell’amore perchè l’ho girato nei giorni in cui era nato mio figlio».

Come crea i nomi dei suoi personaggi? «Li prendo dai miei ex compagni di scuola e dai miei vicini di casa».

Come è nato il titolo del film che gli ha fatto vincere l’Oscar: «Il titolo La grande bellezza non l’ho inventato io, viene da un’opera mai realizzata di Roberto De Francesco, un attore e amico. Mi piaceva, gli ho chiesto se potevo usarlo per il mio film e così è stato».

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