Mona Lisa and the Blood Moon di Ana Lily Amirpour: recensione

Recensione di Mona Lisa and the Blood Moon di Ana Lily Amirpour.

Mona Lisa and the Blood MoonScritta da Vanessa Forte.

A cinque anni dalla vittoria del Premio Speciale della Giuria per The Bad Batch, torna in concorso alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia la regista americana di origine iraniana Ana Lily Amirpour con la sua nuova opera, Mona Lisa and the Blood Moon, anche in questo caso incentrata su una figura femminile in cerca della propria dimensione esistenziale.

Nella “magica” New Orleans illuminata da una rossa luna piena, Mona Lisa Lee, una giovane coreana in grado di controllare la mente e le azioni altrui, fugge da un ospedale psichiatrico e fa di tutto per non essere riacciuffata. Durante la fuga incontrerà diversi abitanti del celebre quartiere francese: alcuni, come l’agente Harold, tenteranno di fermarla; altri, come la spogliarellista Bonnie Belle, la sfrutteranno; altri ancora, come il pusher Dj Fuzz e il piccolo Charlie, la aiuteranno a rimanere libera.

Nonostante sia solo al suo terzo lungometraggio, Ana Lily Amirpour ha uno stile molto personale e facilmente riconoscibile che si esprime, in tutta la sua originalità, in questo film che si rifà platealmente ai b-movie horror della fine del secolo scorso per introdurre un tema a lei caro, ovvero la rivincita dei vinti e dei “deviati” dal sistema.

Tutto questo viene processato in un’atmosfera pop-pulp di voluto e allucinato intrattenimento. Tre gli elementi più convincenti del film: la colonna sonora, a cura di Daniel Luppi, mix sapiente di metal e tecno; la fotografia di Pawel Porzelski che riesce perfettamente a rendere allucinogena la capitale della Louisiana; i vari personaggi che la protagonista, nel suo percorso, incontra.

Purtroppo, però, questi elementi non bastano. Sebbene alcune scene siano davvero ben riuscite, quello che manca al film è la sceneggiatura, che infatti risulta poco fluida e con la cesellatura della protagonista che non aggiunge nulla allo stereotipo dell’antieroe. Poco possono le performance delle seppur brave interpreti principali, la coreana Jeon Jong-seo nel ruolo di Mona Lisa e Kate Hudson in quello di Bonnie Belle. Insomma, alla fine della fiera, un film dove c’è tanto fumo ma pochissimo arrosto.

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