La vita nascosta (Hidden Life) di Terrence Malick: recensione

Recensione di La vita nascosta (Hidden Life) di Terrence Malick.

la vita nascosta“La crescita del bene nel mondo dipende in parte da gesti che non fanno la storia; e il fatto che le cose per me e per te non vadano male come avrebbero potuto, lo dobbiamo almeno per metà a coloro che hanno vissuto con fedeltà una vita nascosta, a chi riposa in tombe che nessuno visita.” (George Eliot)

Questa la citazione, tratta da Middlemarch di George Eliot, che chiude in modo solenne, umanissimo, quasi sacro, il bellissimo La vita nascosta (Hidden life) di Terrence Malick, un autore che dopo i mezzi passi falsi di To the wonder, Knight of Cups e Song to song, ritrova l’abilità narrativa e visiva di The Tree of Life e Voyage of Time. La frase della Eliot suggella in modo impeccabile, puntuale, rigoroso, la grandezza di una storia piccola, il sacrificio di un singolo che, sommato a molti altri singoli, ha avuto il merito (postumo per lo più, ma la Storia lascia il segno spesso a posteriori) di cambiare il corso degli eventi di un mondo che stava correndo a perdifiato verso un burrone.

Cosa accade quando la storia s’incontra e si scontra con la Storia? “Non posso fare ciò che per me è sbagliato” afferma il protagonista. La resa dei conti è con se stessi, prima che con la società, la nazione, la Storia dei grandi avvenimenti. Ispirato alla true story di Franz Jägerstätter, contadino austriaco che si ribellò al nazismo e si rifiutò di prestare fedeltà a Hitler fino a pagare la sua scelta con la morte, La vita nascosta è una nuova grande riflessione su dicotomie care a Terrence Malick: la vita e la morte, il libero arbitrio e Dio, l’amore e il sacrificio. Ed il risultato è un ritratto che ha lo splendore di un affresco incisivo e cristallino.

Trascinato, come sempre, da una colonna sonora che incanta sin dalla prima sequenza (ed è stupefacente come Malick sia capace di usare lo stesso tema musicale più e più volte, con piccole variazioni, fino a non annoiarci mai, anzi cullarci quasi al limite dell’ipnosi uditiva), La vita nascosta è un inno alla vita, alla resistenza, alla dignità umana contro gli orrori della guerra e di totalitarismi che annebbiano interi periodi storici. La retorica e la prolissità (il film sfiora le tre ore) di molto cinema di Malick trovano le giuste dosi in un’opera cinematografica e artistica che sa arrivare al cuore sacro più semplice e più profondo di un uomo comune che si erge Uomo universale.

2 commenti

  • La vita nascosta è un’esperienza multisensoriale. Non è un film per tutti e va guardato senza interruzioni, lasciandosi rapire da suoni della natura, immagini straordinarie e musica sacra. Lo ritengo un capolavoro assoluto

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