Intervista a Stefano Pietri, autore del romanzo Hypnos

Intervista a Stefano Pietri, autore del romanzo Hypnos.

hypnos stefano pietriPaolo è un ragazzo brillante, lavora, suona in un gruppo rock e svolge una vita apparentemente normale. Che però viene alterata in seguito all’uccisione di tre ragazze, tutte abitanti nello stesso quartiere e che avevano avuto poco tempo prima una breve relazione con lui. Questo il cuore di Hypnos, il terzo romanzo scritto da Stefano Pietri. Lo abbiamo intervistato, ecco cosa ci ha raccontato.

Il tuo romanzo, Hypnos, ha un titolo intrigante. E in copertina ci sono un lettino da psicanalista, una chitarra e un paio di forbici. Di cosa parla?
Io l’ho definito un “noir psicosentimentale”, in quanto parla di una storia d’amore, ma all’interno del romanzo ci sono diversi aspetti, quali il mistero, la psicanalisi e l’ipnosi.

Come è nata questa storia?
Avevo voglia di scrivere una storia completamente non autobiografica. Infatti i miei due precedenti romanzi prendevano spunto da episodi a me realmente accaduti o erano comunque frutto di un’ispirazione autobiografica. Qui mi sono divertito ad inventare tutto.

Quanto c’è di te nel personaggio di Paolo?
Credo che tutti gli scrittori, anche se la storia non è autobiografica, involontariamente mettano nel personaggio principale qualcosa di se stessi, credo sia una sorta di automatismo. In qualche modo i personaggi, anche se diversi per caratteristiche da chi scrive, portano con sé comunque qualche loro aspetto.

Perchè un lettore dovrebbe leggere il tuo libro? Dacci 3 buoni motivi!
Uhm… domanda difficile… Da quanto mi hanno detto alcune persone che l’hanno letto, è scorrevole, non è certo banale e poi ci sono diversi colpi di scena. Insomma non ci si annoia!

Hypnos è il tuo terzo romanzo. Come sono cambiati la tua scrittura e il tuo stile nel corso del tempo?
Credo che un’evoluzione ci sia stata, soprattutto rispetto al romanzo d’esordio, in cui la parte autobiografica era predominante, così come quella descrittiva. Nei seguenti ho dato maggiore spazio ai dialoghi, tanto che credo che se ne potrebbero trarre dei film.

Quali sono i tuoi autori preferiti? A quali ti ispiri?
Sono diversi. Tra gli italiani ho letto quasi tutto di Andrea De Carlo, Margaret Mazzantini, Sandro Veronesi, Niccolò Ammaniti. Tra gli stranieri Nick Hornby, G.G.Marquez, C. Ruiz Zafòn.

Guardiamo al futuro: stai già scrivendo un nuovo romanzo?
Sì, sono arrivato a tre quarti della storia. Chiaramente va trovato un finale adeguato e poi rivisto il tutto per vedere se fila e chissà quanto dovrà essere cambiato! Anche qui ci sono sia una storia d’amore che molto mistero…

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