Illusions Perdues di Xavier Giannoli: recensione film

Recensione di Illusions Perdues di Xavier Giannoli.

Scritta da Vanessa Forte.

illusions perdues recensione filmTrasposizione cinematografica dell’omonimo capolavoro di Honoré de Balzac, Illusions Perdues di Xavier Giannoli, qui in veste di sceneggiatore oltre che di regista, è stato presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2021.

Nella Francia del XIX secolo, l’orfano Lucien Chardon è un poeta che nutre la speranza di conquistare il consenso dell’aristocrazia intellettuale diventando così artefice del proprio destino. Per questo tenta la sorte nella fremente Parigi sotto la protezione della sua amante Louise de Bargeton. Nella capitale il giovane scoprirà un mondo falso e servo del profitto dove tutto può essere venduto e comprato, non solo la stampa o la politica, ma anche le emozioni e l’arte.

Sebbene Illusions Perdues abbia l’impianto del classico melò ottocentesco (e i costumi di Pierre-Jean Larroque sono bellissimi!), la storia si aggancia perfettamente alla contemporaneità. Xavier Giannoli, infatti, prendendosi delle licenze rispetto al testo originale, sottolinea l’assoluta modernità del capolavoro di Balzac che rivela una società ormai di massa e rivolta al mero profitto dove anche gli artisti corrompono il proprio talento barattando la propria integrità. Ecco allora che il film focalizza l’attenzione sul potere dell’informazione, manipolata e pronta a svendersi a chi offre di più, rendendo subito chiaro che le illusioni del protagonista saranno presto messe in saldo.

Dunque Illusions Perdues, in maniera molto raffinata nonostante un’ingombrante voce fuori campo, rende perfettamente una Parigi che sì tanto dona ma anche tanto prende, evidenziando la dicotomia che ogni artista deve sempre affrontare, ovvero se soddisfare unicamente il proprio estro creativo o servire le richieste di un pubblico sempre più esigente.

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