I morti non muoiono di Jim Jarmusch: recensione

Recensione di I morti non muoiono di Jim Jarmusch.

I morti non muoionoPochi generi, nel cinema, sono stati “piegati” alla comicità come lo zombie movie. Ne abbiamo parlato anche in un post ad hoc. Film sugli zombie che, se un tempo facevano paura e con questo scopo nascevano, col passare dei decenni hanno letteralmente cambiato pelle, configurandosi come qualcosa di cui e con cui ridere. Jim Jarmusch, dopo aver trattato i “cugini” vampiri in Solo gli amanti sopravvivono, non ha resistito al richiamo dei non morti e con I morti non muoiono ha confezionato un film che radicalizza il suo stile apatico e che spinge forte su un’autorialità sempre più orientata al proprio ombelico e distante dagli spettatori.

I morti non muoiono è una ballata blanda e un “inno” d’amore ai non morti. E lo stile registico di Jarmusch trova terra d’elezione e conferme proprio nel concetto che è alla base degli zombie: la negazione, il “non”. Il film, infatti, si regge (in)stabile sul confine tra la veglia e il sonno, o meglio tra la non-veglia e il non-sonno, portando noi spettatori allo stesso livello “vitale” di coloro che riemergono dai cimiteri. Una scelta che investe non solo lo stile, ma anche i contenuti, ossia la narrazione del film che rischia di scontentare molti.

I morti non muoiono è così un’opera spavalda ma anche priva di mordente, proprio perché priva di storia. Jarmusch si concede un “divertimento” che azzarda a divertire solo lui, uno “sfizio” che osa soddisfare solo il suo creatore. E a poco serve la morale finale, tanto vera quanto banalotta, sul fatto che i veri zombie siamo noi vivi, col cervello sempre più impallato dalla società degli smartphone e dei consumi senza ritegno.

Insomma, alla fine della fiera I morti non muoiono risulta un po’ sterile e fine a se stesso. Allo stesso tempo sornione e sonnolento, può divertire lo spettatore più navigato, ma anche ben disposto spiritualmente. Infatti, visto in una giornata storta, è uno di quei film che può spingere lo spettatore a chiedere indietro i soldi del biglietto.

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