Halloween Kills di David Gordon Green: recensione

Recensione di Halloween Kills di David Gordon Green, fuori concorso a Venezia 78.

Scritta da Vanessa Forte.

Halloween Kills recensionePremiata con il Leone d’Oro alla carriera, Jamie Lee Curtis torna alla Mostra del Cinema di Venezia 2021 come protagonista di Halloween Kills, penultimo episodio dell’omonima saga horror ideata da John Carpenter (regista di culto che con questo film ha inaugurato il genere slasher), qui diretto da David Gordon Green.

Dopo aver lasciato Michael Myers a perire tra le fiamme, Laurie, ferita all’addome, sua figlia Karen e la nipote Allyson sono dirette all’ospedale. Il “mostro” però non è morto e Michael ricomincia la sua carneficina mentre si dirige verso dove tutto era iniziato, ovvero la sua casa d’infanzia al 45 di Lampkin Lane.

L’epopea di Halloween riprende quindi esattamente da dove si era interrotta nel 2018. Dietro la cinepresa ancora David Gordon Green che prima di chiudere il cerchio con Halloween Ends, annunciato per l’anno prossimo, ha voluto preparare il terreno con una spaventosa spirale di violenza e sangue che rende Halloween Kills il film più violento di tutta la saga.

Dunque un film di passaggio ma anche quello dove la protagonista, confinata in ospedale, comincia a domandarsi quale sia la vera natura del suo nemico mascherato: è un uomo ma invulnerabile, anzi più lo si colpisce più si rafforza quasi si nutrisse di violenza. È come un virus che infetta tutta Haddonfield, la fittizia cittadina dell’Illinois dove la saga è ambientata, che provata da quarant’anni di odio, da vittima decide di diventare carnefice alimentando così il male stesso. Michael infatti altro non è che la rappresentazione della parte oscura che alberga in ognuno di noi. Così tra sangue e budella il regista, che con Danny McBride e Scott Teems firma anche la sceneggiatura, mescola le carte facendo in modo che non esistano più buoni o cattivi e mette lo spettatore davanti alla consapevolezza che ormai a dominare è il male assoluto. Peccato però che nonostante gli spunti psicologici e sociali Halloween Kills sia lontano anni luce dal capolavoro di Carpenter.

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