Habemus Papam dimissionarium! L’abdicazione di Benedetto XVI alla luce del “profeta” Nanni Moretti

Habemus-Papam“Sono stato scelto, ma questo invece che donarmi forza e consapevolezza, mi schiaccia e mi confonde ancora di più. In questo momento la Chiesa ha bisogno di una guida che abbia la forza di portare grandi cambiamenti, che cerchi l’incontro con tutti. Chiedo perdono al Signore per quello che sto per fare e non so se Lui potrà perdonarmi. Io però devo parlare a Lui e a voi con sincerità. Purtroppo ho capito di non essere in grado di sostenere il ruolo che mi è stato affidato. La guida di cui avete bisogno non sono io”.

Queste le parole pronunciate dal Papa dimissionario, Benedetto XVI? Sembrano. Ma non sono. Sono bensì quelle del (non) Papa Melville (Michel Piccoli) dello splendido Habemus Papam di Nanni Moretti. Parole che però sono così simili a quelle realmente pronunciate poche ore fa da Joseph Ratzinger:

Nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro. Chiedo perdono per tutti i miei difetti”.

I due discorsi sono molto somiglianti, tanto che, con malignità e ironia, il secondo sembra ispirarsi al primo! Ma se il primo avveniva nell’ “immaginazione” del cinema, il secondo è una (triste) realtà che ricoprirà profonda valenza storica e porterà grosse ripercussioni a livello globale.

Il sentimento di fondo è però il medesimo: rispetto e compassione per una scelta così importante. Un gesto di straordinaria umanità e sincerità, di un Papa che è prima “uomo” e poi “eletto”. Un gesto sto(r)ico ed “eroico”, che fa onore e lode, che nella debolezza da cui scaturisce è invece sintomo di audace forza morale.

Nanni Moretti nuovo profeta? Altro che i Maya! 😀

Ora la domanda è: se si è avverato questo primo “oracolo”, così sarà anche per il finale de Il Caimano? Ovvero la condanna in tribunale di Silvio Berlusconi si tramuterà in realtà? Per i più ottimisti non c’è uno senza due! Ma se il primo già rasentava l’impossibile, il secondo pare esserlo ancor di più (Benigni già si pronunciò sulla “rivalità” tra Silvio e Dio. Le vie del Signore sono finite diceva il grande Massimo Troisi. Chissà… magari Moretti fa ambo e si scopre pure detentore di poteri taumaturgici…

 

Guarda l’intervista a Nanni Moretti su HABEMUS PAPAM 👇👇👇

4 commenti

  • Dunque, un paio di osservazioni. Leggo varie voci su Moretti profeta, ecc. e l’idea è allettante. Per quanto riguarda il finale del Caimano non lo definirei cosi ottimista, visto che certo, viene condannato, ma il tribunale messo al rogo, e forse in prospettiva una nuova dittatura. Per quanto riguarda Benedetto XVI, mon ami, il mio giudizio è ben diverso dal papa fragile e dolce di Moretti, dalle passioni teatrali, e dalla crisi di responsabilità per un potere non richiesto. Qui a mio avviso abbiamo un uomo di potere molto forte fino a poco tempo fa, che forse ha deciso di lasciare travolto dagli ultimi scandali della Chiesa, e forse anche per una salute non più ferma, chissà. Sicuramente le polemiche sullo Ior, sulla pedofilia, sulla condanna degli omosessuali cosi plateale hanno lasciato il segno. Ma forse si consente anche il lusso per la prima volta forse dalla storia della Chiesa di poter osservare e forse anche controllare il suo prossimo successore. Le supposizioni sono tante e in questi giorni ne spareranno tante altre. Per cui a suggello di tutto cio’ per me sta la bellissima e lapidaria vignetta di Vauro, “Non habemus papam”. Il che, forse, non è nemmeno un male…

  • ah scusa, è vero avevo interpretato male quel “per i più ottimisti”…infatti mi sembrava strano! 😉

  • Non ci vedo poi molte somiglianze tra il film e il caso di Ratzinger, ma rimane comunque una gran bella pellicola (amata più in Francia che da noi, purtroppo).
    Sul Caimano la vedo molto difficile. Ma molto!
    🙂
    Ciao,
    Alberto

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