Freaks Out di Gabriele Mainetti: recensione film

Recensione di Freaks Out di Gabriele Mainetti.

Freaks Out film MainettiFreaks Out segna un punto di non ritorno, o forse un picco che non sarà più raggiunto, almeno in tempi brevi, nel cinema italiano. Un’opera che è un vero unicum, anzi un monstrum a livello produttivo per il cinema nostrano. Ha avuto, infatti, vari problemi finanziari e una gestazione lunghissima costata milioni di euro. La tribolazione e l’attesa, però, ne sono valsi la pena. Perché Freaks Out di Gabriele Mainetti è, sui generis, un grande film che sa intrattenere e far riflettere su temi importanti come la diversità legandoli a doppio filo a quel tragico crocevia storico che è stato il nazismo.

Freaks Out è un grande spettacolo, un tripudio di effetti speciali, ben amalgamati con le riprese dal reale, un mix riuscito tra Storia ordinaria e storie straordinarie in nome di un’immaginazione e di un lato fantastico che mai avremmo pensato applicato al cinema italiano. Gabriele Mainetti compie quindi un miracolo, l’impensabile, trasformando in realtà un sogno produttivo pregno di ostacoli ma anche di luccicante gloria a posteriori.

Freaks Out, citando Freaks di Tod Browning ma anche Ballata dell’odio e dell’amore di Alex De la Iglesia e alcuni film di Robert Rodriguez, è un film sul valore della diversità intesa come unicità. Deformità e mostruosità diventano la normalità in un mondo che ha perso il lume della ragione in preda alla follia nazista e alla Seconda Guerra Mondiale. Ognuno dei protagonisti ha un dono, un (super)potere (ecco che riecheggia il Jeeg Robot del film d’esordio!), che però a prima vista appare come una condanna, una maledizione, un elemento di esclusione dalla società. Ma non è così, e lo capiranno strada facendo.

Mainetti ha inoltre il coraggio e il merito di rappresentare anche la Resistenza, o meglio i partigiani, come entità deformi ma sacrosante che lottano per un mondo migliore e libero. In questa lotta senza patria e senza pace verso un’affermazione della diversità come normalità sta forse il più grande pregio di Freaks Out. E riesce nei suoi intenti anche grazie ad una sceneggiatura ben dosata nei tempi e nei colpi di scena (non a caso accanto a Mainetti troviamo Nicola Guaglianone, uno dei migliori scrittori italiani per il cinema degli ultimi anni).

Insomma, Freaks Out è un’opera imponente, roboante, appariscente, che sa coniugare perfettamente forma, contenuto e intrattenimento, e tutti e tre gli aspetti con intensità e personalità.

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