Venezia 76: 3 motivi perchè il festival 2019 è una bomba!

Ecco perchè Venezia 76 è un’edizione coi fiocchi!

leone d'oro venezia 76Il programma della 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia è una vera bomba. Ricco, sfaccettato, coraggioso. I film selezionati sono uno più interessante dell’altro. Ma non starò qui a fare il solito elenco dei film scelti nelle varie sezioni (per quello c’è il sito della Biennale!). Voglio solo dare 3 motivi sul perchè Venezia 76, un po’ anche a sorpresa, vale il prezzo del biglietto (o forse sarebbe meglio dire dell’accredito!).

1 – Molti film che potevano tranquillamente stare Fuori Concorso, a sorpresa sono In Concorso. Il che da un lato vuol dire mettersi maggiormente in gioco, dall’altro avere molta più visibilità agli occhi dei media. Il rischio? Che la penna sferzante dei critici e il giudizio insindacabile degli spettatori possa calare giù dritto e affilato come una mannaia. Essere sommersi o salvati, promossi o bocciati, è un attimo. Ma è bellissimo e molto intrigante, quasi eccitante direi, vedere In Concorso Ad Astra di James Gray, Joker di Todd Phillips, J’accuse di Roman Polanski, The Laundromat di Steven Soderbergh. Potevano starsene comodi comodi sul divano del Fuori Concorso e invece sono sulla poltroncina elettrica del Concorso.

La vérité (The Truth) di Hirokazu Kore-eda apre Venezia 76

2 – La Mostra del Cinema di Venezia, a differenza di Cannes, si conferma vetrina del cinema d’autore e poco del cinema commerciale. In Concorso ci sono Kore-eda (che apre la kermesse), i nuovi di Haifaa Al-Mansour, Roy Andersson, Assayas, Baumbach, Guédiguian, Larraìn. Insomma, non proprio registi mainstream che fanno cinema mainstream. Registi che talvolta rischiano anche di ripetersi, di “parlarsi un po’ addosso”, ma che alla fine hanno sempre qualcosa di importante da dire. E dirlo dal podio scottante del Concorso è significativo.

I film orientali in programma a Venezia 76

3 – Tanti documentari, tante “prime volte”, tante nazionalità: quanto al primo aspetto, è una delle caratteristiche salienti di quello che potremmo chiamare “stile Barbera”. Figurano 10 documentari Fuori Concorso (sui 17 film presenti in sezione), 1 sui 4 di Sconfini, 9 sul cinema in Venezia Classici. Alberto Barbera ha letteralmente sdoganato il documentario come film vero e proprio, un’impresa non facile ma assolutamente riuscita compiendo un passo alla volta, anno dopo anno. Quanto al secondo aspetto ci sono 11 film di registi che gareggiano per la prima volta per il Leone d’oro, ovvero Haifaa Al Mansour, Noah Baumbach, Tiago Guedes, Ciro Guerra, Lou Ye, Pietro Marcello, Franco Maresco, Václav Marhoul, Shannon Murphy, Todd Phillips, Steven Soderbergh. Infine, sul terzo aspetto, è sufficiente dire che, comprese anche le produzioni di cortometraggi e di Virtual Reality, ci sono in mostra 53 cinematografie nazionali, tra cui alcune assai poco battute dal grande pubblico, come Bangladesh, Georgia, Lesotho, Nigeria, Pakistan e Qatar.

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