Ferro: recensione del documentario su Tiziano Ferro su Prime Video

Recensione di Ferro, disponibile su Amazon Prime Video.

documentario su tiziano ferroSenza dubbio tra i film più attesi dell’autunno 2020 su Amazon Prime Video, Ferro, il documentario su Tiziano Ferro, è un’opera di grande intensità e di grande sentimento, dove l’icona della musica pop si mette a nudo, raccontando tutta la verità su se stesso, sul suo passato, sul coming out riguardo la sua omosessualità (per troppo tempo nascosta al mondo), sulle grandi sofferenze vissute lontano dalle luci della ribalta.

Ferro è una confessione a cuore aperto e a viso scoperto. E lo sguardo cinematografico scelto dal regista Beppe Tufarulo ha qualcosa di atipico se visto con gli occhi del cinema nostrano. Infatti, per i nostri standard, ha uno stampo meno impostato e più libero, più internazionale e anche un po’ americano.

Il film non segue il canonico procedere temporale cronologico tipico dei film biografici, ma un po’ come un romanzo, a suo modo di formazione, procede per capitoli (e anche grandi ellissi) snodandosi attraverso le quattro grandi città che hanno segnato la vita del cantante: Latina, Milano, Los Angeles e Sanremo.

Più che un docu-biopic, Ferro è un film di speranza, che vuole lanciare un forte messaggio ai giovani, a chi viene bullizzato, vessato, umiliato ogni giorno, in particolare negli anni dell’adolescenza. Quella di Tiziano Ferro è una storia di stoica resistenza e resilienza, di chi si piega ma non si spezza, di chi sa cadere ma, cosa ancora più importante, sa rialzarsi a testa alta. Perché, come ricorda lo stesso cantautore, non importa come cadi ma solo come ti rialzi.

Ferro è un film sul potere della musica che rende liberi, ma anche sul coraggio di essere se stessi per diventare adulti nonostante grandissime avversità. In sintesi, una bellissima parabola dall’inferno al paradiso, da zero a dieci.

 

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