Les Promesses di Thomas Kruithof: recensione film

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Recensione di Les Promesses di Thomas Kruithof. Una promessa è una promessa. Ma di fronte agli intrighi della politica anche questa (apparente) verità granitica tende a sgretolarsi facilmente. Come un muro al quale vengono tolti i mattoni e poi rimessi senza calce, rendendolo sempre più fragile e instabile. La politica, si sa, è un gioco di carte. Spesso delle tre […]

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À plein temps (Full time) di Eric Gravel: recensione

À plein temps

Il tema del lavoro è da sempre uno dei più sentiti e raccontati dal cinema francese. Quel lavoro che nella società degli anni Duemila è diventato una vera croce per tutti. Lavoro che non c’è, lavoro mal pagato, lavoro da difendere coi denti. Lavoro, lavoro, lavoro. Non lavoriamo più per vivere, ma viviamo per lavorare.

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È stata la mano di Dio: un nuovo (capolavoro di) Paolo Sorrentino

È stata la mano di Dio

Ha tutta l’aria d’essere un nuovo inizio, o forse un secondo tempo, quello inaugurato da “È stata la mano di Dio” nella filmografia di Sorrentino, che stavolta cede alla dolcezza, all’amarcord e anche alla risata. Un film meno filosofico ed ellittico rispetto ai precedenti, più introverso e lineare, più coeso e caldo.

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La stanza di Stefano Lodovichi: recensione film con Guido Caprino

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Sbaglia sono chi prova, osa, rischia. Ecco, Stefano Lodovichi con “La stanza” a molti potrà sembrare che abbia sbagliato, che il suo film sia stonato ed eccessivo da vari punti di vista, e forse è così, ma è un’opera che nel panorama del cinema italiano è rarissimo trovare, e questo perché si confronta con più generi.

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Il mestiere delle armi: la pinacoteca di Ermanno Olmi

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Saggio pubblicato sulla rivista cartacea CineCritica del SNCCI (Anno XV, n.57/58 Gennaio-Marzo 2010, pp. 144-146). “Il mestiere delle armi” è una pinacoteca. E’ una galleria nebbiosa e plumbea che il nostro occhio affascinato percorre lenta. E là dove si dirada la foschia scorgiamo una di seguito all’altra tavole pittoriche che la nostra mente e il nostro occhio credono di aver […]

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Fuori era primavera di Gabriele Salvatores: recensione

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Dopo “Italy in a day”, Gabriele Salvatores torna al documentario collettivo con “Fuori era primavera”, titolo nostalgico e poetico per un’opera che vuole raccontate l’Italia del primo lockdown da Coronavirus. Il risultato è un mosaico sincero, pulito, appassionato e appassionante, di un popolo che resiste.

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La vita nascosta (Hidden Life) di Terrence Malick: recensione

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Ispirato alla true story di Franz Jägerstätter, contadino austriaco che si ribellò al nazismo e si rifiutò di prestare fedeltà a Hitler fino a pagare la sua scelta con la morte, “La vita nascosta” è una nuova grande riflessione su dicotomie care a Terrence Malick: la vita e la morte, il libero arbitrio e Dio, l’amore e il sacrificio.

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Magari di Ginevra Elkann: recensione film

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Recensione di Magari di Ginevra Elkann. Sta tutto in quella parolina magica del titolo: magari. Dentro c’è una speranza, un desiderio, una voglia. C’è qualcosa che va al di là della realtà, delle cose come stanno, del qui ed ora. Quante volte lo diciamo in capo a una vita: “magari!”. Il papà e la mamma, negli occhi di una bambina, […]

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Volevo nascondermi di Giorgio Diritti: recensione film

volevo nascondermi

“Volevo nascondermi” è un nuovo tassello nel cinema di Giorgio Diritti che sin dagli esordi è (in)centrato sul tema del linguaggio. Il linguaggio come lingua, espressione, ma anche dialogo che va oltre la dimensione verbale, quella che traduce il pensiero in parole. Dialogo che, a livello sociale, si traduce in società, integrazione, isolamento.

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La nave sepolta: recensione film con Carey Mulligan su Netflix

la nave sepolta

Un film solido, dall’impianto classico, forse anche un po’ retrò, ma proprio qui sta il suo punto di forza. Un film lineare, dove tutto è chiaro, che pare provenire dal passato, come da un tempo sepolto, appunto, proprio come la nave nascosta sotto i terreni della signorina Pretty.

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The Shift di Alessandro Tonda: recensione film con Adamo Dionisi

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Senza dubbio uno dei migliori e (più trascurati) esordi del cinema italiano degli ultimi anni. Teso, efficace, ben scritto e ben diretto, è un debutto che fa ben sperare sia per un cinema italiano meno di cassetta sia per un talento, quello di Tonda, che potrebbe facilmente trovare casa e successo all’estero, se non ben curato in patria.

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5 anni senza Ettore Scola: la sua eredità in 3 film italiani recenti

Ettore Scola

Cinque anni fa, il 19 gennaio 2016, moriva Ettore Scola, uno dei maestri del cinema italiano. Un regista che ha segnato in modo ampio e profondo il nostro cinema contemporaneo. Il suo retaggio è rintracciabile in modo diretto in tre recenti film italiani: “La grande bellezza” di Sorrentino, “Gli anni più belli” di Muccino e “Notti magiche” di Virzì.

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Sfida al presidente – The Comey Rule: recensione miniserie

sfida al presidente the comey rule

Recensione di Sfida al presidente – The Comey Rule. Eminenza grigia e patriota, colluso e puro, deus ex machina e vittima del sistema. James Comey, direttore dell’FBI, è l’esempio di chi rimane incastrato nel tritacarne del sistema politico, americano in questo caso, ma in realtà tutto il mondo è paese. Un buono che doveva catturare i cattivi che si ritrova […]

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Mank di David Fincher: recensione film su Netflix

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“Mank” non è solo un biopic, ma una riflessione più ampia sul cinema, su quella macchina che racconta storie e regala sogni, anzi ricordi, come sottolinea il capo della MGM, Louis Mayer, perché ciò che lo spettatore acquista col biglietto rimane della casa di produzione.

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Suburra – La serie: recensione della terza stagione

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Stagione finale di una serie amatissima tanto quanto, se non di più, la “cugina” “Gomorra”, il terzo giro di giostra di “Suburra” è una conclusione in tono minore, o forse solo meno splendente ed efficace rispetto alle (alte) aspettative. Il confronto con la prima stagione e la seconda è d’obbligo, inevitabile, imprescindibile.

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Tornare a vincere di Gavin O’Connor: il trionfo di Ben Affleck

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Poche carriere a Hollywood sono state discontinue e tormentate come quella di Ben Affleck. Un ricorrente saliscendi tra picchi luminosi (come “L’amore bugiardo”, “Argo”, “The Town”) e cadute rumorose (come “Justice League”, “Paycheck”, “The Accountant”). “Tornare a vincere” è il suo ritorno sul podio, a testa alta, col sole in fronte.

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Georgetown: l’anonimo esordio alla regia di Christoph Waltz

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Fumoso come i toni grigi, slavati, sbiaditi che lo avvolgono, l’esordio alla regia di Christoph Waltz è un film sterile, che, pur tenendoci in bilico su un blando filo dell’attenzione, non riesce mai a coinvolgerci davvero. Non è un thriller, non è una commedia, non è tantomeno una dramedy.

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Favolacce: i fratelli D’Innocenzo tra coraggio e sregolatezza

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“Quanto segue è ispirato ad una storia vera. La storia vera è una storia falsa. La storia falsa non è molto ispirata”. L’incipit, non solo pubblicitario, di “Favolacce” di Fabio e Damiano D’Innocenzo racchiude in sé i pregi e i difetti dell’opera seconda dei due fratellacci romani.

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7500: paura ad alta quota con Joseph Gordon-Levitt

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“7500” è una scarica ansiogena di adrenalina pura, che coinvolge e spaventa, dichiarando, sin dalla prima sequenza, il proprio intento di denuncia sulla tanto sbandierata sicurezza pubblica. Terrore e terrorismo s’incuneano subito nelle pieghe del film e all’istante ci fanno percepire un robusto magone alla bocca dello stomaco.

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Richard Jewell di Clint Eastwood: sbatti l’eroe in prima pagina

Richard Jewell

Dopo “Invictus”, “J.Edgar”, “American Sniper”, “Sully” e “Ore 15:17 – Attacco al treno”, un nuovo ritratto in quella fitta galleria di persone/personaggi che contraddistingue la filmografia dell’ultimo decennio, da regista, di Clint Eastwood.

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