Bohemian Rhapsody: the Queen is dead… long life to the Queen!

bohemian rhapsody film

Biopic su Freddy Mercury e i Queen, “Bohemian Rhapsody” narra la storia della leggendaria band inglese dagli esordi nel 1970 fino alla celebre esibizione al Live Aid del 1985. Film molto atteso e di enorme successo, non è purtroppo un’opera riuscita, bensì piatta, ingenerosa e superficiale sotto vari aspetti.

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Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità: ritratto d’artista | recensione

Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità

Un artista che racconta un altro artista. Un incontro di arti, tra ieri e oggi, dove la pittura trova nuova vita e luce nel cinema. Julian Schnabel, dopo il deludente “Miral” del 2010, ritrova l’ispirazione del pittore illuminato per un film dedicato ad uno dei più grandi pittori di sempre: Van Gogh.

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22 Luglio di Paul Greengrass: la recensione del film su Netflix

22 Luglio di Paul Greengrass

“22 Luglio” di Paul Greengrass narra della mattanza, 80 morti e più di 200 feriti, avvenuta il 22 luglio 2011 in Norvegia per mano di un estremista di destra xenofoba (Anders Danielsen Lie) contro coloro che egli definiva “marxisti, liberali e membri dell’élite”.

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La Favorita di Lanthimos: ladies just want to have fun

La Favorita recensione film

Cinismo e ironia, così sfrontati e così taglienti, erano anni che non si vedevano nello stesso film. Ed è ancora più sorprendente trovarli l’uno con(tro) l’altra in “La Favorita”, primo film non scritto da Yorgos Lanthimos, prodigio del cinema greco. Emma Stone e Rachel Weisz in due prove che valgono una carriera.

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Sulla mia pelle: il film su Cucchi convince solo a metà

Nomen omen. “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini è un film che rimane sulla pelle dello spettatore, che non va in profondità, che non riesce ad entrarci nei pori, a farsi assorbire, ad arrivare nelle vene. Peccato rimanga alla superficie dei fatti.

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First Man – Il primo uomo: Chazelle in orbita attorno al nostro cuore

First man

“Ha toccato! Ha toccato al cuore!” potremmo dire di “First Man – Il primo uomo” di Damien Chazelle, parafrasando i toni entusiasti dei cronisti che nel luglio 1969 descrissero il momento in cui l’Apollo 11 accarezzò il suolo lunare.

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Loro 1 e Loro 2: Berlusconi e / è ciascuno di noi. Recensione “doppia” del film

loro 1 e 2 film di sorrentino

Il film è la biografia, o forse una biopsia, della nostra Italia. Come a dire che si scrive Silvio Berlusconi e si legge nome e cognome di ciascuno di noi. Fa male, brucia, ma come ci ricorda lo psicanalista francese Lacan, il cinema è uno specchio.

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Tonya: Margot Robbie pattini d’argento per un film che vale oro

Tonya con Margot Robbie

“Tonya” avrebbe meritato di vincere tutti gli Oscar possibili, a partire dal miglior film, miglior regia e miglior colonna sonora. Un’opera completa, grande cinema in ogni sua parte, ma soprattutto è uno di quei film come non se ne vedevano da tempo al cinema.

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The Post: tutti gli uomini di Meryl Streep (non bastano)

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“The Post” racconta una battaglia di civiltà, sui diritti, le responsabilità e la libertà di e della stampa, ieri come oggi. “The Post” non ha sbavature, la regia di Spielberg non si discute, è impeccabile. Ma alla fine qualcosa manca: il coraggio. Strano, ma è così.

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The Greatest Showman: che spettacolo quel circo pop ai tempi di Dickens

the greatest showman

“The Greatest Showman” è un grande show. Cinema e circo si tengono forte per mano come due trapezisti nel vuoto, due forme di intrattenimento che si fondono con ritmo invidiabile, acrobazie al montaggio e una serie di canzoni che conquistano.

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The Infiltrator: Cranston umanissimo e multiforme sulla “pista” di Escobar

the infiltrator bryan cranston

“The Infiltrator” è un film sul lato umano degli agenti infiltrati nella malavita. Non uomini impeccabili, d’acciaio, duri e puri sotto la divisa. Non eroi, ma comuni mortali prestati ad azioni eroiche. Con un Bryan Cranston trasformista e multiforme.

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Tutti i soldi del mondo: Ridley Scott rapito e riscattato (dal caso Spacey)

tutti i soldi del mondo christopher plummer

“Tutti i soldi del mondo” può dirsi un film riuscito, perché non è un film drammatico che coinvolge emotivamente, e non vuole esserlo: è una riflessione sul ruolo del denaro e il posto che gli diamo sulla nostra personale scala dei valori.

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Professor Marston and the Wonder Women: la recensione

professor marston and the wonder women

Scritto da Pietro Braccio. “Professor Marston and the Wonder Women” ci riporta negli anni Quaranta e ci racconta la mente e le vicende di chi ha creato la prima eroina femminile della DC Comics: la muscolosa e sensuale Wonder Woman.

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L’ora più buia: brilla Gary Oldman nella Darkest Hour di Joe Wright

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“L’ ora più buia” (Darkest Hour) è un biopic elegante e appassionante, decisamente affine allo stile di Joe Wright che tanto ci ha abituato nel corso della sua carriera a sontuosi drammi in costume, da “Espiazione” ad “Anna Karenina”.

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Final Portrait di Stanley Tucci: un incompiuto ritratto d’artista

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Scritto da Biancamaria Majorana. Presentato al 35esimo Torino Film Festival, “Final Portrait” riporta Stanley Tucci dietro la macchina da presa per raccontarci il genio contraddittorio del pittore e scultore italo-svizzero Alberto Giacometti.

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The Disaster Artist: il capolavoro di James Franco

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“The Disaster Artist” di James Franco porta nel titolo l’esatto contrario di quello che sono questo film e il suo autore, perché è di questo che adesso possiamo finalmente e definitivamente parlare: autorialità. Tra risate e riflessioni serie.

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Barbara: Mathieu Amalric dal biopic alla biopsia

barbara di mathieu amalric

Di certo non si può negare che Mathieu Amalric, quando dismette la maschera da attore e indossa le vesti di regista, sia un intrepido del cinema francese e non solo. Lo aveva già dimostrato con Tournée del 2010, “intrufolandosi” nel dietro le quinte in continua scorribanda di un gruppo di donne del moderno burlesque. Con Barbara, che ha aperto il […]

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Il mio Godard: un genio o un cretino? La versione di Hazanavicius

il mio godard le redoutable

Godard, chi era costui? Ma soprattutto com’era e come raccontarlo/riportarlo in quell’arte che lui ha amato e rivoluzionato: il cinema. Un enigma già difficile quando ci approcciamo ad un “classico” biopic, forse insolubile quando si tratta di fare del cinema su una personalità che, a detta di molti, anzi di tutti, è stato ed è (per sempre) sinonimo di Cinema. […]

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Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli: recensione

nico 1988

Scritto da Biancamaria Majorana. Una voce profonda, inquietante, ipnotica ha inaugurato la sezione Orizzonti del 74esimo Festival di Venezia. La voce della “regina delle tenebre”, Christa Päffge, meglio nota al mondo (musicale e non solo) come Nico. A portarla sul grande schermo è la regista italiana Susanna Nicchiarelli con Nico, 1988, film coraggioso, girato e scritto in lingua inglese. Ma […]

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