Bombshell – La voce dello scandalo: bomba o non bomba?

Recensione di Bombshell – La voce dello scandalo, disponibile su Amazon Prime Video.

bombshell filmBombshell non è la bomba evocata dal titolo. O meglio, è un ordigno con una potenza esplosiva davvero notevole, ma che rimane inespressa, implosa, come una miccia bagnata che non fa divampare la scintilla. E il vero problema non sta tanto nella sceneggiatura, non eccellente ma sicuramente buona, di Charles Randolph, quanto nella regia di Jay Roach, poco aggressiva e poco coinvolgente per il tema trattato.

Bombshell – La voce dello scandalo è, senza dover scendere troppo in profondità, un film per donne e sulle donne, scritto e diretto però da uomini. E qui sta la prima pecca, perché inevitabilmente il risultato rimane in superficie, come un compitino bel svolto ma assolutamente apatico. Il tema, ovvero le molestie sessuali subite da donne sul posto di lavoro, meritava toni più rigorosi, perentori, capaci davvero di scandalizzare come dice il sottotitolo italiano. Fosse anche solo per cercare di fare un poco di giustizia nei confronti di vittime di abusi fuori da ogni moralità e umanità.
Certo, se pensiamo che lo sceneggiatore è lo stesso di La Grande Scommessa, fa rabbia notare come sia andata in gran parte persa la complessità e l’incisività del film diretto da Adam McKay. A dirla tutta, pare quasi uno sceneggiatore irriconoscibile. Ma il vero problema di Bombshell è l’anonima e poco incalzante regia di Jay Roach (anche in questo caso fa strano se pensiamo alla mano decisa con cui ha diretto L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo). Non c’è il polso fermo che merita un film del genere, sia nella gestione della macchina da presa, indecisa in molti suoi movimenti, come se camminasse sulle uova, sia nella direzione delle tre attrici protagoniste. Sulla carta, infatti, il cast è semplicemente da urlo: Nicole Kidman, Charlize Theron, Margot Robbie, ma anche Kate McKinnon e Allison Janney. La prima rimane algida, la seconda impersonale al limite dell’androgino, la terza fa il minimo sindacale ma riesce a venire in soccorso alle altre due. I personaggi non assumono spessore e il film procede, minuto dopo minuto, verso una conformazione pallida che ben poco si addice ad un film che dovrebbe sollevare un polverone.

Bombshell – La voce dello scandalo è quindi tanto fumo e poco arrosto. Quando in realtà, di carne al fuoco, ce ne sarebbe stata fin troppa.

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