Battaglia nel cielo di Carlos Reygadas: la recensione

Recensione di Battaglia nel cielo di Carlos Reygadas.

battaglia nel cielo filmIl film si apre e si chiude con una fellatio. Tanto immaginaria quanto vera più del vero. Protagonisti ne sono una giovane donna, figlia di un generale dell’esercito messicano, e l’autista di quest’ultimo, un uomo di mezz’età, grossoccio, anonimo. Il potere si inginocchia al popolo. Il significato politico di questa sequenza, pur non immediato, si fa percepire proprio nel finale, in quel sorrisetto di Marcus, il guidatore meticcio, che nella realtà si è macchiato di un crimine tanto grave quanto non voluto. Nel sogno, il popolo (rappresentato da Marcos), una volta tanto, vince e non soccombe.

“Venduto” sin dal 58esimo Festival di Cannes, quasi vinto se non fosse stato per il colpo di coda finale de L’Enfant dei fratelli Dardenne, come il film scandalo, con scene di sesso esplicito che fanno stracciare le vesti, Battaglia nel cielo di Carlos Reygadas, oltre gli “slogan promozionali”, è un film complesso, difficile, non facile da digerire. E soprattutto di quelli che lasciano combattuto lo spettatore, o meglio indeciso, se l’opera lo abbia davvero convinto. Come altri film del regista messicano, anche questo si muove tra sogno e realtà, o meglio è così ancorato alla realtà che spesso la nostra mente è portata a credere che quanto stiamo vedendo non sia reale. Il più delle volte non è così. Battaglia nel cielo è un film con i piedi ben piantati per terra, con un valore politico non esibito ma palpabile, ambientato in un Messico in cui per sentirsi vivi si è disposti a tutto, anche rapire un neonato per chiederne il riscatto.

Tante le panoramiche, che spesso prendono forma in soggettive o finte soggettive del protagonista, con la macchina da presa che ruota lenta su se stessa, gira e rigira e guida il nostro sguardo a cercare nella realtà qualcosa che non c’è, come un barlume di speranza che possa salvarci (dalla dannazione) oltre una flebile preghiera. In Battaglia nel cielo non c’è scampo, e il peccato, fisico, morale, politico, aleggia incontrastato su Città del Messico.

Insomma, Battaglia nel cielo è un film che non fa sconti, su un’umanità in cerca di senso e incapace di trovarlo. Un film che ci lascia un po’ basiti, ma non tanto per l’apparente indecenza suscitata da alcune scene di sesso, quanto per la mancanza di compiutezza di quel significato che vuole ma non riesce a trasmettere. Il risultato è un Carlos Reygadas confuso, indeciso, che ricorre più volte ai soliti espedienti tecnici, in fin dei conti poco ispirato.

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