Auguri per la tua morte di Christopher Landon: la recensione

Recensione di Auguri per la tua morte.

Auguri per la tua morteIl meccanismo di base è arcinoto, reso celebre da Ricomincio da capo con Bill Murray e, in tempi più recenti, da Russian Doll su Netflix. In Auguri per la tua morte la protagonista muore e ogni volta si risveglia sempre nel giorno del suo compleanno. Per “spezzare l’incantesimo” dovrà scoprire chi è il suo assassino, che si nasconde dietro una maschera da (brutto) bambino piccolo.

Di fondo a Auguri per la tua morte di Christopher Landon (Disturbia) c’è un certo istinto da kamikaze. Infatti, decidere di confrontarsi con un “joke” narrativo oramai spolpato nel tempo comporta una bella dose di follia e, parimenti, di potenziale fallimento se l’intreccio non viene strutturato a dovere. Auguri per la tua morte, purtroppo, si tira la zappa sui piedi. Certo è lodevole l’intrepido tentativo di applicare il giorno della marmotta al teen movie e agli horror di tutto quel filone che vede un ottimo exemplum in Scream. Ma il risultato non è né carne né pesce. E lo si nota sin dall’inizio, dalla mancanza di mordente e personalità in un prodotto che, volendo essere contemporaneamente più cose, non è né film del terrore né commedia adolescenziale né tantomeno slasher movie.

Auguri per la tua morte è quindi un film che nasce morto, un aborto volontario che conduce troppo presto lo spettatore sulla via dello sbadiglio. Anche i personaggi di contorno (si pensi tra i tanti alla ragazza che distribuisce volantini sul vialetto del college), che in un primo momento hanno un innato appeal e suscitano facile simpatia, dopo poco perdono di interesse agli occhi di chi guarda perché totalmente lasciati a se stessi.

Insomma, Auguri per la tua morte è una delle più insulse e disertate feste di compleanno che si ricordano. Ed è un peccato, perché la candelina aveva tutte le potenzialità per trasformarsi in un fuoco d’artificio.

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