10 curiosità sul film Roma città aperta di Roberto Rossellini

10 curiosità sul film Roma città aperta di Roberto Rossellini.

roma città apertaRoma città aperta è sinonimo di neorealismo. Ed è senza dubbio il primo film al quale pensiamo quando viene evocato il nome di Roberto Rossellini. Ma cosa si nasconde dietro la genesi di questo grande film? Ecco 10 curiosità sul film Roma città aperta di Roberto Rossellini che (forse) non sapevate:

1 – La prima idea della storia di Roma città aperta risale a un soggetto dello scrittore e giornalista Alberto Consiglio. Si tratta de La disfatta di Satana, ispirato alla figura di don Pietro Pappagallo, sacerdote trucidato dai nazifascisti alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944.

2 – Il soggetto di Alberto Consiglio, ribattezzato Ieri, doveva essere il primo dei due episodi di Ieri – Domani, primo titolo del film.

3 – Alla sceneggiatura del film lavorano, dal dicembre 1944, Sergio Amidei, Alberto Consiglio, Celeste Negarville e lo stesso Rossellini. Poi, dopo che Aldo Fabrizi ha accettato di interpretare il prete protagonista, si aggiungono anche il giornalista e scrittore Ferruccio Disnan e Federico Fellini, che da anni lavorano col comico romano.

4 – Per il personaggio di Pina si pensa inizialmente a Clara Calamai, solo in seguito ad Anna Magnani, per la quale soggetto e sceneggiatura cambiano più volte anche durante le riprese.

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5 – Trovati gli interpreti principali, il titolo del film diventa in un primo momento Storie di ieri. Poi nel febbraio 1945 il titolo diventa Città aperta, senza Roma, mentre due mesi dopo assume quello quasi definitivo di Roma, città aperta con la virgola.

6 – Sappiamo che si girava per lo più di notte perché di giorno non c’era energia elettrica sufficiente. E che venne usato uno stock di pellicola trovata in giro, di seconda mano, probabilmente comprata al mercato nero, formata da pezzi di pellicola di diversa provenienza.

7 – Il personaggio di Don Pietro Pellegrini, interpretato da Aldo Fabrizi, si ispira a due preti uccisi dai tedeschi: don Pietro Pappagallo, fiancheggiatore dei partigiani trucidato alle Fosse Ardeatine, e don Giuseppe Morosini, cappellano militare arrestato dalla Gestapo, torturato e fucilato dai nazisti il 3 aprile 1944 a Forte Bravetta, luogo dove Rossellini ha girato il finale del film.

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8 – Nella sceneggiatura originale c’era scritto che don Pietro veniva fucilato da un ufficiale italiano di un plotone del PAI, la Polizia dell’Africa Italiana. Il 20 febbraio 1945, a riprese da poco iniziate, scattano le pressioni del Governo, del Presidente del Consiglio Ivanoe Bonomi in persona, che disse che la sentenza era stata eseguita da un altro Corpo di Polizia. Rossellini non poté che accogliere queste pressioni e nel film a dare il colpo di grazia a don Pietro non è più un ufficiale italiano ma un ufficiale tedesco.

9 – Il personaggio di Pina, invece, è ispirato ad una popolana romana, Maria Teresa Gullace, madre di cinque figli e in attesa del sesto, uccisa da un soldato nazista il 3 marzo 1944 perché protestava per l’imprigionamento del marito alla caserma dell’81esima Fanteria di viale Giulio Cesare.

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10 – La famosa sequenza dell’uccisione di Pina, stroncata mentre sta correndo dietro al camion dove hanno caricato il suo promesso sposo, è ispirata ad una vera scenata di Anna Magnani, che un giorno si lanciò all’inseguimento dell’auto del suo compagno di allora, Massimo Serato.

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