The Circle: non c’è più la privacy di una volta

the circle film 2017The Circle è il film perfetto per i cineforum, per suscitare un dibattito, ossia quel dialogo reale che oggi consumiamo sempre più in modo virtuale nel mondo dei social. Un film che quindi, in un certo qual modo, riesce ad innescare un cortocircuito che ci riporta dallo schermo (sia esso il grande schermo come lo schermo di un Pc o di uno smartphone) alla parola viva e vibrante rivolta a chi ci sta accanto.

The Circle, tratto dall’omonimo romanzo di Dave Eggers, che figura tra gli sceneggiatori del film, ha il merito di porci di fronte ai pro e ai contro della società contemporanea, sempre più attiva online, sempre più sola offline. E in particolare c’interroga sulla coincidenza che in molti si augurano tra pubblico e privato, dove l’uno è l’altro e viceversa, dove tutto è visibile a tutti. “Conoscere è bene, ma conoscere tutto è meglio”. “Condividere è prendersi cura”. Sono questi due dei vari slogan sciorinati dal guru interpretato da Tom Hanks, fotocopia del buon vecchio Steve Jobs. Ma siamo davvero sicuri che questo sia il progresso? Come in un collettivo The Truman Show, tutto va sempre in diretta, tutto è inconfutabile, tutto è senza margine di errore, interpretazione, corruzione, privacy. Eccola qua la vera imputata del Terzo Millennio: la privacy. Cosa c’è rimasto di noi, anzi a noi? Quasi nulla, almeno nel mondo “futuro-prossimistico” del film. “I segreti sono bugie” afferma l’audace personaggio interpretato da Emma Watson. Anche su questo aspetto ho i miei dubbi. Certo il mondo (forse) sarebbe più sicuro se miriadi di minuscole telecamere riprendessero no-stop ogni angolo del pianeta. Ma se sicurezza equivale ad annullamento della privacy, allora nasce più di una resistenza. Ma è questo il futuro che ci aspetta? Temo di sì, ma sta a noi scongiurarlo.

The Circle scorre via fluido come la timeline di Facebook sotto le nostre dita. Ha sì le sue inevitabili prevedibilità, come i due principali colpi di scena che suonano un po’ telefonati, ma fanno parte del pacchetto, di quel Destino che attende, senza possibilità di cambiarlo, noi comuni mortali che senza rendercene conto siamo (già) schiavi della tecnologia.

The Circle è quindi un buon film, che pone domande, dubbi, lasciandoci incerti su che strada prenderemmo noi di fronte ai bivi di una evoluzione umana che si gioca sempre più davanti ad uno schermo che non in strada.

p.s. guardate The Circle per vedere l’ultima grande performance di Bill Paxton.
pp.ss. lunga vita alle bugie e ai segreti, che ci dimostrano che siamo umani, e che siamo vivi!

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The Circle: non c’è più la privacy di una volta ultima modifica: 2017-05-06T19:49:47+00:00 da Tommaso Tronconi


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