Mistero a Crooked House: invito al cinema con delitto

mistero a crooked houseIl genere giallo ha da sempre esercitato un subdolo e irresistibile appeal nello spettatore. E le trasposizioni cinematografiche di opere letterarie hanno da sempre un quid di mistero. Un genere, quindi, molto amato ma anche assai insidioso proprio perché sul film vige il funesto confronto col romanzo da cui è tratto, con spettatori, spesso stati prima lettori, sempre pronti a pronunciare la fatidica frase “ma il libro era meglio!”.

Il regista francese Gilles Paquet-Brenner lo sa bene e si prende un rischio non da poco portando sul grande schermo Mistero a Crooked House, tratto dal romanzo del 1949 È un problema (Crooked House) di Agatha Christie. Un rischio che si scontra anche col fatto che oggi la televisione oramai ci ha assuefatto al giallo a tutte le ore del giorno e della notte con episodi di Poirot, Miss Marple, Padre Brown, ecc. Insomma, dozzine di serie tv che mattina, pomeriggio e sera ingolfano lo zapping televisivo.

Gilles Paquet-Brenner, però, non è un pivellino. Infatti, si è già confrontato in passato con film tratti da libri: Dark Places – Nei luoghi oscuri (2015) tratto dall’omonimo romanzo di Gillian Flynn e La chiave di Sara (2010) tratto dall’omonimo romanzo di Tatiana de Rosnay. Il callo ce l’ha, dunque, anche se la riuscita era un po’ zoppicante. Stavolta, invece, forse perché pungolato dallo “spettro” di Agatha Christie, la riuscita di Mistero a Crooked House è assolutamente più compiuta, più tonda, anche se non priva di lungaggini e sbavature.

Il regista francese ricerca (e trova) una sua cifra autoriale nel ‘come’ muovere la macchina da presa, che per una buona metà delle inquadrature si atteggia sinuosa e curiosa, in soggettive dal basso verso l’alto che lasciano un po’ inquieti e un po’ straniati, e che allo stesso tempo in realtà già dicono molto di chi possa essere l’assassino del film (lo dico subito, e non è spoiler: non è il maggiordomo!).

Gilles Paquet-Brenner riesce inoltre nel tenere unito e omogeneo un cast variegato, di prime donne, dando a ciascun personaggio quel “quanto basta” di spessore psicologico che gli vale la caratura del character e un pizzico di suspense agli occhi di chi guarda. Ed è così che in Mistero a Crooked House torna ad essere pungente Glenn Close, intrigante ed impalpabile come una bellezza di cera Christina Hendricks, bravo e mai incerto il giovane modello e attore  britannico Max Irons. Menzione speciale per la piccola Honor Kneafsey che nei panni dell’impicciona e maneggiona Josephine è l’alter-ego di Agatha Christie.

Vota il post 1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 votes, average: 5,00 out of 5)

Loading... … e lascia un commento!

2 commenti

  • Per commentare ho dovuto vedere il film (qui lo danno all’Odeon di via Mascarella)
    E adesso mi tocca pure postare sul MISTERO A COMESISCRIVE
    Per il momento lo definisco piacevole e molto ben recitato
    Mi verrebbe voglia di scrivere chi è l’assassina; ma ho fatto il fioretto di non spoilerare più
    P.S. Mi è venuta l’idea di una parodia italiesca, tipo IL PD E’ MORTO CHI L’HA UCCISO? (il detective Romano Prodi riunisce in un castello una dozzina di leaders politici ecc)

Dimmi la tua!