Che cinema che fa: “Pirati dei Caraibi 4” schiaccia “The Tree of Life”. Riflessione disincantata sui gusti del pubblico cinematografico e le sorti del cinema (in Italia)…

cinema_neonQualche sera fa un mio amico si è imbattuto in uno skatch a dir poco significativo sui gusti del pubblico cinematografico di oggi e in parte sul futuro del cinema (in Italia). In un pub conosce una ragazza, una morettina, ricciola, carina, spigliata. Dopo aver parlato del più e del meno, le racconta della sua passione per il cinema e lei confessa: “Anche a me piace molto andare al cinema”. Ottimo, siamo a cavallo, un punto in comune! E poi aggiunge: “Ad esempio, ora sono incerta se andare a vedere Thor in 3D o Fast and Furious 5”. Parole alle quali il mio amico impallidisce e suda freddo. Avrebbe voluto stracciarsi le vesti, ma il suo self control da gentleman glielo impedisce. Quando me lo ha raccontato mi sono sganasciato dalle risate. E ha concluso il racconto con un questa battuta tragicomica, dolceamara: “Beh… quanto meno Thor lo voleva vedere in 3D”. Grassa risata finale, applauso a scena aperta, stretta di mano. Un paio di giorni fa ho per curiosità guardato i dati del botteghino e mi è tristemente caduto il mondo addosso. Quella ragazza “era nel giusto”. Perché? Consideriamo i dati boxoffice aggiornati all’ultimo weekend 27-29 maggio:

1° posto – Pirati dei Caraibi 4 in 3D con 11.203.230 euro incassati in 2 settimane… un vero record!!

2° posto – Una notte da leoni 2 con 3.192.056 di euro incassati in una settimana.

3° posto – The Tree of Life con 1.108.453 euro in 2 settimane… ricordo che è “solamente” il vincitore di Cannes 2011…

4° posto – Fast and Furious 5 con 10.431.715 euro incassati in 4 settimane… vorrei far notare che è il quinto episodio della serie!!

5° posto – Red con 2.448.549 euro in 3 settimane.

6° posto – Mr. Beaver con 576.694 euro in 2 settimane.

7° posto – Beastly con 1.332.552 in 3 settimane.

8° posto – Il ragazzo con la bicicletta con 246.626 euro in 2 settimane (vincitore del Gran Premio della Giuria a Cannes…)

9° posto – Habemus Papam con 5.519.752 di euro in 7 settimane

10° posto – Thor in 3D con 7.409.735 euro incassati in 5 settimane… avrà stupito anche il dio Odino!

Più rileggo questi dati, più ho i brividi… Perché, vi starete chiedendo? Perché i generi action/fantasy/cazzata (quindi per definizione non proprio legati alla realtà, intesa come “quella cosa” che ci circonda ogni giorno) incassano mooolto di più dei film calati nel reale, quelli che potremmo definire “cinema” in senso stretto, nel significato che ha sin dai suoi esordi (penso ai Lumiere, ma anche al Neorealismo o alla Nouvelle Vague).

Sono dati (raccapriccianti) che dimostrano come non siamo ancora stanchi dell’ennesimo episodio di una saga (Pirati dei Caraibi e Fast and Furious) che è sempre uguale a se stessa o di un hero che neppure amiamo così tanto, siamo sinceri (Thor non è né Batman né Spider Man né gli X-Men!!!).

Cioè, Fast and Furious, muscoli e motori roboanti senza cervello, ha incassato quasi il doppio di Habemus Papam nella quasi metà del tempo!! Al film di Moretti possiamo dire tutto tranne che ha avuto poca pubblicità. E’ stato pure al festival di Cannes! E’ senza dubbio un capolavoro ed è di uno dei registi italiani più noti a livello internazionale! Eppure è stato superato abbondantemente anche dalla combriccola di Jack Sparrow e dal bozzone armato di martello volante…

Esce poi con un occhio nero anche il vincitore della Palma d’Oro, The Tree of Life. Premesso che (come avete letto) a me non ha convinto e che Malick o lo si ama o lo si odia, stiamo pur sempre parlando di uno dei film più attesi dell’anno e di uno dei registi che più se la tirano al mondo!

Insomma, alla stragrande maggioranza del pubblico italiano piacciono ancora le “americanate” e invece si evita il film impegnato. Letto da un altro punto di vista, questo significa che si preferisce il cinema di svago, light, di mondi lontani e inesistenti . Si ama sedersi sulla poltroncina come sulle montagne russe di uno spettacolare luna park. Divertirsi, galvanizzarsi, svagarsi. Punto e basta. Il cinema che racconta storie del quotidiano, quello che fa riflettere, meditare, venire il magone allo stomaco, beh… quello non piace più. Insomma, i fratelli Dardenne dovrebbero cambiare lavoro, darsi all’ippica. Questo cinema piace solo ad un’esigua minoranza, che, diciamolo con chiarezza, va anche a vedere Machete e Star Wars. Ma a tutto c’è un limite…

Siamo dunque di fronte ad un boxoffice esemplare, che ci fa riflettere anche sulle sorti del cinema italiano, che, non essendo pratico del fantasy/action, andrà in rovina di questo passo, così legato com’è a quel cinema intimista e domestico, di genere mirato e raffinato, che (quasi) nessuno pare guardare più. Altro che dire “la gente e i giovani non vanno più al cinema”. Tutt’altro, al cinema si va… dipende a vedere cosa… questo è il problema…

E voi come leggete questa situazione? Che generi preferite? Da che parte vi schierate?

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Tommaso Tronconi

Blogger, webcontent, SocialMedia, critico cinematografico. Mi ritengo una persona dinamica, organizzata, determinata. Laureato in Storia del Cinema, sono interessato a tutto ciò che è comunicazione e informazione, critica e giornalismo. Amo alla follia cinema e teatro. Il mio motto: “Se devo andare dove piove merda, voglio prima sapere da che parte soffia il vento”. Spy Game docet.
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Che cinema che fa: “Pirati dei Caraibi 4” schiaccia “The Tree of Life”. Riflessione disincantata sui gusti del pubblico cinematografico e le sorti del cinema (in Italia)… ultima modidfica: 2011-06-01T11:50:18+00:00 da Tommaso Tronconi

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17 commenti su “Che cinema che fa: “Pirati dei Caraibi 4” schiaccia “The Tree of Life”. Riflessione disincantata sui gusti del pubblico cinematografico e le sorti del cinema (in Italia)…

  1. 1 giugno 2011 at 12:51

    Ho fatto questa riflessione anche ad altre persone, che mi chiedevano “perchè non vieni a vedere X film?” e la ripropongo qui…
    Non trovo utile vedere una commedia/drammatico su uno schermo 30-50 volte più grande di quello della normale tv di casa. Se un film lo voglio vedere, lo farò comunque! Ma non ho bisogno di questa “risoluzione” a pagamento, poi…
    Al cinema “reale” preferisco sognare… Come ai romanzi storici preferisco i fantasy… La realtà che vivo ogni giorno è già un peso ben più che impegnativo, non ho bisogno di appesantirmi ulteriormente andandomela a cercare! XD

    1. frank sabba
      19 giugno 2011 at 16:35

      sacrosanto !

      1. 23 giugno 2011 at 22:25

        ???

  2. fabio
    1 giugno 2011 at 16:49

    ovviamente sai che questo intervento in particolare era da me era atteso per ottime ragioni…:) Ebbene, il cinema, il cinema e i gusti del pubblico…cose che fanno pensare e fanno per un certo verso capire come i trend della maggioranza non sono per niente i migliori, basta dare un’occhiata più in generale alla nostra società, o più in particolare alla politica, giusto per esempio. A me personalmente non mi faccio o almeno cerco di non farmi influenzare dal genere filmico. Per esempio Machete, nel suo genere non è male. Guerre stellari nel suo genere è un ottimo film oppure di altri film si potrebbe continuare. Mentre magari film che vogliono essere elitari, come Malik, di cui pero non posso dare il giudizio in quanto non l’ho visto, ma dalla tua recensioni sembrano peggiori magari di un buon film commerciale come Machete per dire, perché hanno voluto essere “sboroni”, come dici tu. Pero. Pero. Un film d’autore anche magari non riuscito molto (pensiamo per esempio al gioiellino di molaioli, che ho visto) è molto difficile che sia meno profondo di qualsiasi film commerciale, ed è ovvio che ci sia dietro un’intenzione che va oltre al semplice incasso. non a caso si dice film “commerciale”. E allora vanno anche considerate le intenzioni in un film, magari anche se fallimentari. C’è chi fa un film solo per fare soldi. Intenzione deprecabile. C’è chi vuole raccontare solo una storia, una favola (star wars) e li infatti per me si va oltre il commerciale, c’è chi vuole dare una sua visione di un qualche problema. A volte un film che fa soldi puo’ essere una serata giusto di distrazione, uno che racconta una storia puo’ essere distrazione e emozioni. Uno che da una sua visione, da riflessione, se poi anche emoziona, beh allora siamo al capolavoro. Cosi la vedo io.

  3. 1 giugno 2011 at 19:57

    @Nicola: interessante e discutibile quello che dici. Credo che un film sul grande schermo sia un’esperienza enormemente superiore a quella della piccola scatola televisiva (anche se hai una bestia da 50 pollici!). Mi pare chiaro quindi che preferisci la fantasia. Ma non credi che un film “reale” ci dia uno spunto in più per riflettere su noi stessi???

    @ Fabio: prima cosa: il film di Malick può non piacere, suscita discussione e parapiglia, ma tutto ciò è sano grazie a Dio. A me non è piaciuto, ma è senza dubbio superiore, come esperienza di cinema, a “Fast and Furious”.
    I film d’autore inoltre sono sempre superiori al film commerciale, ovvero fatto per fare cassa. Ma anche su qst aspetto è bene stare attenti. Pensiamo a “Che bella giornata” con Checco Zalone. Dal mio punto di vista è un film ridicolo, a livello del cinepanettone, però, purtroppo o per fortuna, serve. Sì, serve perché dà respiro economico al nostro cinema. Fa soldi… quindi serve… la faccenda si complica… :)

    1. fabio
      1 giugno 2011 at 20:15

      già, pero il problema che visto che film come quelli di zalone (anche se non l’ho visto quindi non posso giudicare, ma credo sarà del livello di benvenuti al sud) fanno soldi, il cinema italiano avrà la tendenza ad appiattirsi su film di questo calibro, quindi non so quando sia buono per il cinema italiano. Ieri l’altro ho visto ex. Commediola, qualche battuta, molta molta retorica. Se il cinema italiano deve essere solo quello, per me non è un grosso sacrificio vivere senza, non ti pare?

      1. 1 giugno 2011 at 23:23

        Il cinema italiano non è solo quello che dici tu. E non si appiattisce solo sul film che fa cassa. Tutt’altro. Il cinema made in Italy è cinema d’autore, cinema emergente, cinema indipendente. Il fatto che se ne veda poco in giro non vuol dire che non ci sia. Le pellicole commerciali sono però parte della grande macchina dell’industria… non possiamo negarlo…

      2. fabio
        2 giugno 2011 at 7:31

        io non dicevo mica che il cinema italiano è solo quello,lo so molto bene, ma penso che il problema è che se film del genere fanno soldi, hanno successo, il rischio possibile è che il cinema italiano si sposti in gran parte in quella direzione…voglio dire è dagli anni ’50 che imperversa la commedia all’italiana, con alcuni autori che hanno cercato di fare altro, dopo che il genere era molto usato. E ora si scivola di nuovo nella commediola? Lo spettatore medio italiano va di più a vedere questo tipo di film, è un vero peccato. Certo sono film carini, a volte, molto retorici (esempio benvenuti al sud) ma a volte ce n’è bisogno. Pero si puo fare molto di più ed è un peccato che il pubblico si accontenti di cosi pochi. Ma abbiamo detto come i gusti della maggioranza uhm…insomma è un bel casino

        1. 2 giugno 2011 at 11:07

          Fabio, allora credo che il cinema italiano non si appiattirà sulla commediola… se nei prossimi anni il cinema emergente e indipendente riusciranno ad emergere, andremo incontro ad un piccolo grande rinascimento del cinema italiano… E il pubblico capirà, si evolverà, amerà il buon cinema! : )

  4. lor
    2 giugno 2011 at 11:12

    La riflessione è sacrosanta, ma non credo che la distinzione vada fatta tra realismo e fantasia.
    Esiste ottimo cinema di fantasia, in grado di farci non solo sognare o svagare, ma anche sentire.
    Ed esiste anche un pessimo cinema della realtà: retorico, scontato, brutto.

    La distinzione è nell’uso che il consumatore fa del prodotto cinematografico.
    Voglio dire: un cinefilo può apprezzare molte cose in un film. Lo spettatore medio cos’è in grado di apprezzare?

    Pirati dei caraibi 4 è un film orrendo. Ho avuto la sfortuna di vederlo. La gente in sala pareva apprezzarlo.
    Matrix, per fare un esempio, è un film che mi è piaciuto parecchio: anche quello sembrava apprezzato dal pubblico e per le stesse ragioni di Fast & Furious, immagino.

    Bisogna rassegnarsi all’evidenza. Il cinema è un prodotto come un altro. Ogni consumatore ha le proprie esigenze in base alla propria cultura, non solo cinematografica. E la massa ha esigenze semplici, poca sensibilità, zero cultura.
    Possiamo fargliene una colpa?

    Sulla questione Sala: non c’è paragone tra l’esperienza che si vive davanti ad uno schermo di 10 metri, avvolto dall’audio in sorround nel buio di un teatro, e quella vissuta sul divano di casa o davanti alla scrivania del computer.
    Questo vale per qualsiasi spettatore e qualsiasi film.
    Ho visto al cinema Il segreto dei suoi occhi e ne sono stato incantato a dispetto di una pressoché totale assenza di effetti speciali. Due ore che ricordo, meravigliose.

    Se fossi uscito dalla sala al quinto minuto di Pirati dei caraibi 4, non mi sarei perso nulla, ma proprio nulla, nonostante il 3D e le sirene e le esplosioni e tutto il resto, perché il film non era in grado di raggiungere la mia sensibilità.

    Lo schermo abnorme e l’audio perfetto non servono a percepire meglio i dettagli.
    Servono a calarsi per due ore dentro ad una storia, per quanto intima e minimale possa essere.
    Questo, per me come consumatore, è il cinema. Ed è per questo che io, pur considerando il cinema una passione, ci vado così raramente.

  5. Isa
    2 giugno 2011 at 15:00

    Faccio una mia modesta constatazione: è probabile che nei periodi di disagio socio-economico vi sia necessità nelle persone di vedere films che stacchino un pò la spina, nulla di male, son ricorsi storici…più o meno pilotati, se vogliamo, ma effettivamente comprensibili nello spettatore.
    Il problema è al limite la qualità di questi films o ciò che li spinge: I primi deu X Men erano buoni, ideam per gli Spiderman ed il primo Iron Man, L’ultimo Superman nn era male, passabile…Thor, un pò di nicchia ma è un personaggio col suo peso nel Marvel universo,fa parte di una serie di films partiti con Iron Man che dovrebbero condurci al filmone sui Vendicatori; personalmente non l’ho visto ma ho letto e saputo di apprezzamenti positivi e checchè se ne dica, i lettori di fumetti super eroistici non sono poi di bocca buona ed in passato hanno subito nn poche delusioni indipendentemente dal periodo in cui quei films furono fatti. C’è poi Cap America, un personaggio non poco facile da gestire senza scadere nel pomposo o nel ridicolo, alcune scene a me han fatto ben sperare ma si vedrà con l’arrivo nelle sale…
    Altro discorso potrebbe essere la varietà del genere di films…io personalmente sul comico italiano ci ho messo una pietra sopra, sono anni che non ne vedo uno (magari me ne sarà pure sfuggito qualcuno) e non ho speranza per qualcosa che sia al di sopra di una accozzaglia di scenette alla Zelig e Checco Zalone io non lo amo, lo trovo scontato e già visto oltre che triviale e del triviale ne ho fin sopra le XXXXX!! Giù al Sud forse è carino ma è una scopiazzatura di un film francese e già questo è un limite: dobbiamo scopiazzare sempre?? Se poi si parla della serie di luoghi comuni, veri o meno, sui Napoletani…Okkei, passo e arrivederci anzi un VFF!! Perchè non è possibile che alla fine ci si riduca sempre a ‘ste cose!!
    Films realisti? Se ve n’è qualcuno carino, bellino, insomma apprezzabile e italiano, ho l’impressione che non si faccia in tempo a vederlo in locandine che già è sparito! Se è straniero, americano, dura un pò di più…E’ comunque un fatto un pò strano perchè ciò che risulat a me poco comprensibile è il come ed il perchè certi films durano più al botteghino di altri, anche quando sono buoni…
    Mi domando se nn sia anche una questione di biglietto (ho pagato 8€ per RED ad un UCI) e magari un simile prezzo spinge le persone verso una cosa più conosciuta e sicura che non verso un’altra di cui non sa o non riesce a farsi una opinione attraverso il trailer (le locandine ormai hanno l’appeal di un pesce in via di decomposizione) anche se non è sempre sicuro vedi l’ultimo X men e probabilmente questo “Pirati etc”
    Poi si, forse c’è anche uno scadimento del gusto ma diciamo pure che se le alternative italiane sono dei soporiferi, autoindulgenti, spocchiosi films “realisti” O “realistici” beh…posso anche ben comprendere.
    Faccio notare che un tempo avevamo un low budget di buon impatto e grande creatività che all’estero (e non solo Tarantino) ancora rimpiangono e che i nostri western fanno impallidire tutt’ora quasi altri film esteri dello stesso genere. MA i nostri baldi saccenti intellettuali (di sinistra, lo vogliamo dire?) hanno bollato certi generi di films al punto che i giovani che volevano farsi le ossa o che volevano cimentarsi in quei generi si son visti mettere all porta e giù coi Morettiani e tutte quelle storie di trentenni e quarantenni in crisi…boh! Insomma c’è un bel pò di generazioni che si son perdute, cinematograficamente parlano poi, se volgliamo un pò di cinismo, c’è anche un pò di spocchia nei confronti della gavetta dal basso ma è un discorso un pò ampio che non è qui che devo discutere…
    E senz’altro il mio discorso è molto generico ma come ho scritto precedentemente, SE ci sono films buoni li vediamo a malapena in locandina per poi vederli sparire in favore di una qualche cazzata, americana o meno che sia…

  6. frank sabba
    19 giugno 2011 at 15:03

    Credo che di gente che capisce qualcosa di cinema ( nel senso che lo fa, ci lavora, o perlomeno ci prova) qua non ce ne sia nemmeno l’ombra.
    Un paio di argomenti
    1) Cos’è ‘sta benedetta e tanto martoriata poetica. Se Mallick si monta la testa e fa un pippone di 2 ore e mezzo , praticamente muto e mosso, non capisce lo spettatore, anzi pretende. E sfrutta il suo nome. Ma è un genio. No è un pirla americano. Un faraone a cui si perdona tutto. Per me è uno che chiama Lubenzki e poi toppa clamorosamente facendo venire il mal di mare e il sonno a mezza sala ( catartico il sonno) è sicuramente un regista apprezzato. Come sostituto farmaceutico e coadiuvante del vomito o del sonno. Brad pit gli avrebbe dovuto fare causa
    2). Niente a che vedere quindi con le divertenti fughe con cassaforte di Vin Diesel. Magari non saranno discorsi esistenziali profondi. Ma chi lo dice poi?
    3) L’amico dell’autore( dell’articolo) è probabilmente una persona molto pesante e l’autore non è da meno , visto che s’intendono. Sui gusti delle donne poi..

    1. 19 giugno 2011 at 16:34

      Tralasciando la tua prima frase, che non merita risposta, veniamo a Malick e diciamo che ha creato un film assolutamente fuori da ogni griglia estetica e di giudizio oggi esistente. E’ normale che il pubblico si divida tra pro e contro. Nessuno nega la sua “genialità”, però il suo film necessita di un digestivo. E credo che lo possano sostenere anche le persone che lo hanno amato.
      Riguardo a Vin Diesel non amo il genere cinematografico che impersona e credo che i suoi siano filmettini da luna park. Ma è gusto personale…
      Riguardo l’ultima cosa, non conosci nè me nè il mio amico, quindi non puoi esprimere giudizi su come siamo o non siamo. Ti posso però dire che la morettina era davvero niente male. Se tu l’avessi vista, ti saresti trovato d’accordo con noi. Almeno su questo…

    1. 23 giugno 2011 at 22:47

      Piuttosto carina come locandina… : )

  7. elenaromanello
    24 giugno 2011 at 18:59

    Si consoli il tuo amico, conosco il genere di persone che lui ha approcciato.
    Ricordo un anno e mezzo fa, durante un corso incubo da operatrice fiscale che ho avuto l’idea peregrina di frequentare (come non fossi stata già abbastanza inchiappettata dalle agenzie per il lavoro), i discorsi presunti cinefili delle mie compagne di corso, truzzette di periferia i cui film preferiti erano Avatar e i cinepanettoni, il cui discorso più profondo è stato “Io al cinema vado solo nei multiplex, trovo parcheggio” (e ti perdi il vero cinema, bimba…).
    Meno male che non siamo tutti/e così, certo che di sti tamarri non cinefili ne abbiamo le tasche piene.
    E comunque ci sono stati e ci sono bei film di fantascienza, ho adorato il primo Matrix, la saga classica di Guerre stellari, Il signore degli anelli, alcuni dei film di Harry Potter e il primo pirata dei caraibi non era poi male, ma per pietà, distinguiamo il vero cinema dalle fetecchie…

    1. 24 giugno 2011 at 19:22

      Anche io ho amato Matrix, Star Wars (chi non lo ha amato!?) e “stimato” (nulla di più) il primo Pirati dei Caraibi. Ma poi il resto (i successivi episodi) sono robetta… Già l’occhialuto e tordo Harry Potter e tutta la combriccola dell’anello hanno molta meno stima da parte mia… Fast and Furious ad esempio, è una fetecchia coi fiocchi! : ) Brrrr brividi….

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